Montoni vecchia (o medioevale) è ricordata
fin dal 771-772 d.c. in un atto di donazione alla
chiesa Cattedrale di San Martino a Lucca. Le foreste
di Montoni hanno rappresentato un serbatoio di
carbone sin dall'epoca etrusca fino ad arrivare
a qualche decennio orsono per alimentare gli altiforno
delle ferriere di Follonica. Montoni nuovo o napoleonico
ha lasciato sul territorio numerosi segni ancora
oggi ben visibili. Nel 1806 fu ricostituito il
principato di Piombino ed assegnato alla sorella
di Napoleone. Montoni nuovo divenne un villaggio
minerario per ospitarvi gli addetti alla miniera
di allume. In quel periodo le pietre alluminose
erano utilizzate per conciare pelli e colorare
tessuti. Nel villaggio si aggiunsero poi anche
gli agricoltori e i carbonai spersi nelle campagne
e nei boschi tanto è vero che il borgo
prese il nome di “Comune di Elisa”. In onore di
Elisa venne costruito un palazzo che serviva come
dimora estiva ed autunno (oggi caserma forestale)
quando vi si recava per cure termali. Poco distante
dal palazzo vi erano situate le terme di Elisa
o “Bagno Reale”(alcuni ruderi visibili ancora
oggi ). Per i bagni veniva usata acqua termo-solfurea
come in altri luoghi della Val di Cornia che scaturiva
ad una temperatura di circa 31 gradi. Un piccolo
monumento eretto dal Comune di Elisa è
ancora visibile a Montoni e consiste in una stele
con piedistallo parallelepipedo su cui si innalza
una piccola colonna con fregi e portante la scritta
“Comune di Elisae – Montoni M.D.A.” che significa
Montoni, Comune di Elisa, miniera di Allume. Sul
Basamento ai quattro lati, oggi ne restano solo
tre, si trova lo stemma della famiglia Baciocchi,
lo stemma imperiale napoleonico e l'immagine scolpita
di Elisa.
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